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Sapevi che Zelda 1 su NES doveva avere un editor di dungeon? La storia mai raccontata

Mentre tutto il mondo attende i grandi annunci per il 40° anniversario di The Legend of Zelda il prossimo febbraio, torniamo dove tutto è iniziato. Grazie ai nuovi documenti digitalizzati pubblicati da Nintendo nel portale celebrativo “History of Hyrule”, è emerso un dettaglio che avrebbe potuto cambiare la storia del gaming: il primo Zelda non era nato come un’avventura, ma come un editor di dungeon.

Ecco come un limite tecnico ha dato vita alla leggenda che conosciamo oggi.

1.Dalla “Costruzione” all’Esplorazione

Nel 1985, Shigeru Miyamoto, Takashi Tezuka e il resto del team stavano lavorando su un progetto per il Famicom Disk System. L’idea iniziale era sfruttare la capacità del disco (riscrivibile) per permettere ai giocatori di creare i propri labirinti sotterranei, salvarli e scambiarli con gli amici.

“All’inizio, il gioco consisteva solo nel disporre i blocchi per creare dei dungeon. Ma durante i test ci accorgemmo che era molto più divertente provare a superarli che costruirli.” — Shigeru Miyamoto (Fonte: Archivio Iwata Asks / Nintendo Museum 2026).

2. Il “Layout a Puzzle” della mappa

Sapevi perché la mappa del primo Zelda ha quella forma così iconica e “quadrata”? Poiché il gioco doveva essere un editor, gli sviluppatori avevano creato dei “set di tasselli” (tileset) standardizzati. Quando decisero di trasformarlo in un’avventura a giocatore singolo, si trovarono con una quantità enorme di spazio vuoto. Per ottimizzare la memoria della cartuccia, incastrarono i dungeon della “Second Quest” negli spazi rimasti liberi tra i dati del primo mondo. È per questo che, guardando la mappa tecnica del gioco, i dungeon sembrano un gigantesco puzzle logico.

3. Il seme di Super Mario Maker e Link’s Awakening

L’idea dell’editor non è mai morta del tutto nei corridoi di Kyoto. Nintendo ha impiegato quasi 35 anni per riportare in vita quel concetto originale:

  • Link’s Awakening (Switch): La funzione “Dungeon Danpeizao” (Chamber Dungeon) del 2019 è l’erede spirituale diretto di quel prototipo del 1986.
  • Super Mario Maker: La filosofia della creazione condivisa che ha decretato il successo di Mario Maker è esattamente ciò che Miyamoto sognava per il primo Zelda.

4. Perché è importante oggi (Road to 40th)

Oggi, 5 gennaio 2026, mentre analizziamo i rumor su un possibile “Zelda Maker” celebrativo per Switch 2, capire le origini del primo capitolo ci fa capire quanto Nintendo sia fedele alle proprie idee. Ciò che era un limite tecnico nel 1986, oggi, grazie alla potenza della nuova generazione, potrebbe finalmente diventare un’esperienza di gioco completa.

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