
“La nostra storia inizia con il Drago Ombra, la lama Falchion e L’Emblema di Fuoco”
Queste sono le parole con cui si apre la schermata del titolo di Fire Emblem: Shadow Dragon and the Blade of Light, titolo creato da Intelligent Systems (software house creatrice di saghe come WarioWare, Paper Mario e la serie di Famicom Wars che successivamente verrà rinominata Advance Wars) e dalla divisione di Nintendo denominata Research & Development No. 1 Department (R&D1)
Oggi parliamo di una serie appartenente al genere dei JRPG tattici a turni con un setting da fantasy medievale, il cui marchio di fabbrica che l’ha resa celebre in tutto il mondo è la PERMADEATH o MORTE PERMANENTE (quando uno dei personaggi che controlli muore in battaglia, non potrà più tornare in vita); questa meccanica rende il gioco da un lato difficile, ma allo stesso tempo esso si rivela essere uno stimolo per invitare il giocatore a stare attento ad ogni possibile mossa e a cambiare strategia quando e se necessario. In questo modo ogni battaglia tra il nostro esercito e quello del nemico è come una partita a scacchi, in cui ogni soldato ha caratteristiche e abilità diverse; ma andiamo con ordine…
Lo sviluppo del primo capitolo di Fire Emblem (il cui produttore fu il leggendario Gunpei Yokoi) ebbe inizio nel 1987 quando il creatore della serie, Shouzou Kaga, desiderava sviluppare un gioco che prendesse elementi da due titoli specifici:
- Famicom Wars (1988) videogioco strategico militare a turni non ruolistico, che darà inizio al filone di Nintendo Wars (a cui appartengono anche i capitoli di Advance Wars)
- First Queen (1988) un JRPG tattici a turni di stampo Fantasy sviluppato da Kure Software per NEC PC-9801 e Sharp X68000, nel 1994 uscì per Super Famicom un remake chiamato First Queen: Ornic Senki (l’illustratore di questo gioco era Yoshitaka Amano, lo stesso di Final Fantasy)


Il progetto prese il nome di “Battle Fantasy Fire Emblem”, pensate che inizialmente venne visto da Kaga e i suoi come un progetto amatoriale creato da semplici appassionati e non come come prodotto commerciale.
Non solo il team di sviluppo dovette nascondere statistiche e dati numerici per rendere il gioco immediato a tutti (in puro stile Nintendo), ma richiedeva anche memoria extra rispetto ad una cartuccia standard del Famicom; per risolvere il problema sacrificarono una parte di memoria dedicata ai salvataggi e crearono (sempre insieme a Nintendo) un nuovo chip per l’elaborazione del testo in Kanji. Shouzou Kaga inizialmente era interessato a implementare anche una modalità multigiocatore, ma verrà aggiunta per la prima volta solo in The Binding Blade per GBA.


Fire Emblem secondo Shouzou Kaga
Secondo Kaga, la sua creazione sarebbe stato il modo migliore per fondere una storia profonda e matura da GDR con ben 52 personaggi giocabili dalle mille sfaccettature che avrebbero dovuto conquistare il pubblico. Tant’è che il protagonista Marth non venne nemmeno considerato come protagonista principale dal suo creatore visto l’enorme numero di personaggi reclutabili. Oltretutto la storia venne divista in 25 capitoli.
Il mondo di gioco era costituito da un’unione tra la mitologia greco-romana (basti pensare ai nomi Marth, Minerva, Medeus, il regno di Macedonia) e l’ambientazione da fantasy medievale con elementi elementi fantapolitici in cui la spada leggendaria Falchion e lo scudo Fire Emblem sarebbero stati il fulcro della storia.
Trama
Nel continente di Archanea, il regno di Altea del principe Marth viene attaccato a sorpresa dall’impero di Dolua con l’aiuto dell’oscuro sacerdote Gharnef, che rapisce Elice (sorella del principe). Il quattordicenne Marth è costretto a fuggire verso il regno di Talys dove rimarrà in esilio per ben 2 anni. Sarà proprio da Talys che Marth inizierà il suo viaggio per salvare Elice e reclamare il trono; durante il suo tragitto Marth dovrà compiere battaglie e stringere alleanze con numerosi guerrieri che entreranno a far parte di un esercito la cui missione sarà ben più grande della loro numerosità.
tra i più famosi abbiamo:
- Shiida: principessa di Talys nonchè Cavaliere di Pegaso armata di lancia alare; affascinante e diplomatica ma allo stesso tempo pronta a combattere solo in casi necessari
- Jagen: paladino di altea, veterano e consigliere di Marth in equilibrio tra la forza e la saggezza
- Draug: cavaliere corazzato, amico di Marth gentile e goraggioso
- Minerva: principessa di Macedonia e cavaliere Cavaliere drago capo delle 3 sorelle pegaso Palla, Catria, ed Est
- e molti, MOLTISSIMI ALTRI


L’arrivo sugli scaffali nipponici
Fire Emblem: Shadow Dragon and the Blade of Light uscì in Giappone il 20 aprile 1990; nei primi due mesi le vendite del gioco si stabilizzarono, fu grazie al passaparola tra i giocatori se queste iniziarono a salire. Per quanto riguarda il feedback, le riviste del settore dell’epoca criticarono il gioco per via della grafica scadente e per la difficoltà nella comprensione del gameplay. situazione opposta per quanto riguarda il pubblico, che promosse il gioco ricevendo addirittura un punteggio di 23,48 su 30 nella rivista Family Computer Magazine. Shouzou Kaga sostiene che se le vendite aumentarono fu anche grazie ad un articolo su Fire emblem realizzato da un certo Nakaji che lavorava per Famitsu.
L’epico spot pubblicitario in live-action —> BUONA VISIONE
Secondo la guida strategica di Fire Emblem, le riprese sono state una vera sfida: l’armatura dei cantanti d’opera era così pesante che avevano bisogno di quei bastoni solo per rimanere in piedi. Il cavallo era un “famoso” cavallo da attore usato in opere precedenti come Aida; tuttavia, i lampi e le dimensioni del coro lo rendevano nervoso, e dovettero ricominciare la scena più di 20 volte per ottenere una buona ripresa.
Sequel e Remake
Nel 1992 uscì, sempre per Famicom, Fire Emblem Gaiden (ambientato nel regno di Valentia che si trova ad Ovest oltre il mare rispetto all’Archanea). Di questo titolo verrà realizzato un bellissimo remake chiamato Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia per nintendo 3DS

Nel 1994 uscì per Super Famicom “Fire Emblem Mystery of the Emblem”, un gioco diviso in Libro 1 (remake in 16-bit di Shadow Dragon and the Blade of Light) e Libro 2 (un sequel della storia). Tra settembre e ottobre del 1997 venne pubblicata l’espansione intitolata “BS Fire Emblem: Archanean War Chronicles” (il prefisso BS significava Broadcast Service) per la periferica satellitare del Super Famicom chiamata Satellaview. Questa espansione comprendeva comprendeva 4 episodi scaricabili: La caduta della capitale, Il Cavaliere del Drago Rosso, La banda dei ladri della giustizia e L’inizio.
Con l’interruzione del servizio satellitare nel Giugno del 2000, la cartuccia con gli episodi scaricati divenne una rarità per i collezionisti.

Nel 2008 venne creato un altro remake, questa volta per Nintendo DS (uscito anche da noi in Italia) chiamato semplicemente “Fire Emblem: Shadow Dragon” (basato sulla versione per Famicom). Tra i character designers che vennero scelti per questo secondo remake ci fu anche Masamune Shirow (mangaka creatore di perle del Cyberpunk come Ghost in the Shell ed Appleseed).
Nel 2010 uscì, sempre su DS e solo per il mercato giapponese, Fire Emblem New Mystery of the Emblem (basato sul remake del 1994) che comprendeva come avventura bonus l’espansione per Satellaview qui rinominata “New Archanea Chronicles”


Che fine ha fatto Shouzou Kaga?
A differenza di quello che si potrebbe pensare, Kaga non dirige più la saga dal 1999 quando uscì Fire Emblem: Thracia 776. Sempre nel 1999 Shouzou Kaga lasciò la Intelligent Systems, fondò lo studio indipendente Tirnanog e sviluppò la serie di “Tear Ring Saga” per console Sony (il cui nome iniziale era Emblem Saga). Nonostante nel 2001 Nintendo fece causa a Tirnanog per violazione del copyright per via delle troppe somiglianze tra Tear Ring Saga e Fire Emblem, la vicenda giudiziaria si concluse proprio la vittoria legale dello studio di Kaga. Oggi Shouzou Kaga continua ad essere game designer per i titoli della serie di Vestaria Saga.
Eredità
Non solo il successo di Fire Emblem: Shadow Dragon & the Blade of Light ha portato alla realizzazione di sequel su sequel meravigliosi per gli amanti del genere, ma è riuscita anche a rendere famoso il genere dei JRPG tattici in tutto il Giappone. Senza questa serie non avremmo mai avuto altri titoli degni di nota come la serie di Ogre Battle/Tactics Ogre, il leggendario Final Fantasy Tactics, fino ad arrivare ai giochi tattici più recenti come Triangle Strategy o la serie di Disgaea. Oggi, 36 anni dopo, con l’imminente uscita di Fire Emblem: Fortune’s Wave su Switch 2 non possiamo fare altro che aspettarne l’uscita, per poter tornare di nuovo a combattere imperi e draghi con la nostre forza e lungimiranza machiavelliana.


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