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3 Giugno 2026
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MOTHER 3 – 20 ANNI DOPO: TRA CYBORG INQUIETANTI, SOLDATI MAIALE E TANTISSIME LACRIME

CAPITOLO ZERO: “Who’s ‘everyone’? Everyone you love.”

Il 20 aprile 2026 il terzo capitolo della serie JRPG Mother/Earthbound ha compiuto 20 anni ed il suo creatore Shigesato Itoi ha celebrato l’evento attraverso la sua ditta di articoli di cancelleria “Hobonici” con nuovi prodotti per gli appassionati. Quando si parla di Mother 3 sembra quasi si stia narrando una leggenda; non solo per la sua sceneggiatura struggente e profonda (a mio parere il capitolo più maturo e cupo della trilogia) ma anche perchè si tratta di un titolo la cui distribuzione nel mercato occidentale non è andata a buon fine.

Se Mother1/Earthbound Beginnings (1989) arrivò in occidente solo nel 2015 e Mother 2/Earthbound (1994) uscì solo nel mercato americano, Mother 3 resta tutt’ora un gioco incredibile confinato in Giappone dal 2006. A questo punto la domanda è: “come ha fatto questo splendido titolo ad arrivare al cuore di molti videogiocatori occidentali nonostante la mancanza di una localizzazione ufficiale?”

Per poter rispondere a questa domanda dobbiamo partire dallo sviluppo travagliato del titolo fino alla suo arrivo sugli scafali, coprendo un arco temporale che va dal 1994 al 2006.

immagine pubblicata da Hobonici per celebrare i 20 anni del gioco; da sinistra verso destra: Kumatora, Boney, Lucas e Duster

CAPITOLO UNO: DA UNA LIANA ALL’ALTRA COME TARZAN

concept art di Mother 3 per N64DD con Flint il Cowboy ed i suoi figli Lucas (biondo) e Klaus (rosso) ed il loro cane Boney

Anno 1994: Muore il leader dei Nirvana Kurt Cobain, Schindler’s List di Spielberg vince 7 Premi Oscar, nasce la seconda repubblica italiana e Frank Sinatra si esibisce nel suo ultimo concerto dal vivo a Tokyo

In questo periodo, Nintendo stava ultimando i lavori per Mother 2/Earthbound ed iniziò in contemporanea lo sviluppo di Mother 3: Chimera Forest per SNES con Shigeru Miyamoto e Satoru Iwata come produttori. Il creatore della serie di Mother/Earthbound, Shigesato itoi, in quel periodo sosteneva che molti JRPG fossero incentrati prevalentemente sul viaggio degli eroi protagonisti, così pensò di cambiare la formula decidendo di ambientare tutta la storia del suo nuovo gioco in un’unica città che mutasse in base allo scorrere del tempo.

Per quanto concerne il protagonista, esso sarebbe stato un detective pasticcione che si sarebbe occupato di casi come: indagini su relazioni extraconiugali, conduzione di appostamenti e perfino la cattura di ladri. Il coinvolgimento in queste ed altre situazioni avrebbe portato il detective a scoprire le sfaccettature più profonde della città e dei suoi abitanti. I dettagli sarebbero stati importanti per il gioco, per esempio: “durante il primo giorno una donna veniva vista mentre lavava dei vestiti e nell’incontro del giorno dopo avrebbe indossato i vestiti puliti”. In conclusione, il detective avrebbe potuto progredire nella storia costruendo legami con gli abitanti della città. Pensate che Miyamoto in persona paragonò questo concept, poi scartato, alla città di Termina in Zelda: Majora’s Mask mentre Satoru Iwata disse che questa idea avrebbe influenzato Animal Crossing.

Un Nintendo 64 collegato al Disk Drive

Nel 1996 il progetto passò da gioco per SNES a titolo per Nintendo 64DD (Disk Drive), questa periferica per N64 permetteva alla console di leggere floppy disk riscrivibili da 64MB, possedeva un orologio in tempo reale per gli elementi persistenti del mondo di gioco e dava la possibilità agli utenti di creare filmati, personaggi e animazioni da utilizzare in vari titoli e condividerli online tramite internet. Miyamoto propose a Itoi di sfruttare proprio quest’ultima funzionalità della periferica in Mother 3, ma Itoi respinse immediatamente l’idea; non voleva che il gioco servisse solo a mostrare le funzionalità del Disk Drive.

Dopo il fallimento commerciale del 64DD, il team di sviluppo decise di programmare il titolo per il Nintendo 64, ma anche qui si presentarono non pochi problemi:

  • gli sviluppatori non avevano esperienza con la programmazione della grafica 3D e con l’hardware dell’N64, di conseguenza il team dovette avvalersi dell’aiuto dei programmatori di Pokémon Stadium per migliorare la resa visiva (ma questi ultimi non avevano familiarità con la serie di Mother/Earthbound)
  • Satoru Iwata dava spesso al team suggerimenti su come realizzare gli scenari, ma non riuscì a supportare lo sviluppo del gioco con costanza dato che aveva altri impegni in America e a Kyoto
Un estratto della beta di Mother 3/Earthbound 64 con in sottofondo una versione hard rock di quella che sarebbe diventata “You Call This a Utopia?!” ovvero il tema di New Pork City
Il numero 94 di Nintendo Power del Marzo 1997 in cui si parlava di Mother 3 come Earthbound 64

Durante questo cambio di console da SNES a N64, Mother 3: Chimera Forest venne rinominato “forest of the Strange Creatures” e successivamente “The End of the Pig King” (questo perchè “chimera” era un marchio già registrato), tutto questo mentre il pubblico occidentale e la stampa (IGN e Nintendo Power) si riferivano al gioco come Earthbound 64.

Il motivo dietro questo nome nasce da un frame di un filmato della demo del gioco presentata allo SpaceWorld del 1996, in cui era presente un personaggio simile a Ness di Mother 2/Earthbound, facendo pensare che ci fosse un maggior collegamento con il gioco precedente.

immagine della demo dello SpaceWorld 1996 di Mother 3/Earthbound 64 con Ness

CAPITOLO 2: MORTE E RESURREZIONE

Dopo tre cambi di console e 6 anni di sviluppo, Mother 3 venne cancellato nell’Agosto del 2000. In diverse interviste si venne a sapere che, prima della cancellazione, il gioco era completo tra il 30% – 60%. Fu quasi la fine di tutti e di tutto…

Shigesato Itoi non si arrese e nel 2003 decise di ricominciare a lavorare a Mother 3 sul Game Boy Advance coinvolgendo, oltre ad HAL Laboratory, anche lo studio Brownie Brown (andando contro i produttori contrari a questa idea per il troppo lavoro che avrebbe comportato). In più, sempre nel 2003, venne realizzata anche una compilation di giochi per GBA chiamata “Mother 1+2” per preparare vecchio e nuovo pubblico all’arrivo del tanto atteso terzo capitolo.

uno dei 5 spot di Mother 1+2 con tanto di annuncio sulla rinascita di Mother 3

Per quanto riguarda il gioco su GBA:

  • La trama, pensata quando ancora doveva essere un titolo per N64, rimase inalterata
  • La grafica sarebbe stata in pixel art per rimanere fedeli all’estetica dei capitoli precedenti
  • i temi trattati sarebbero stati il lutto, il trauma, la manipolazione, la perdita dell’innocenza e soprattutto una feroce critica al capitalismo/consumismo che con la sua industrializzazione rovina la natura e le persone (uno dei motivi del perchè il logo di mother 3 sia mezzo metallo e mezzo legno)
  • Questa volta il sistema di combattimento avrebbe presentato una particolare meccanica basata sul ritmo. Premendo il pulsante a tempo con il battito della musica di sottofondo (fino a 16 volte di fila), è possibile concatenare combo devastanti sui nemici.
  • Sarebbe stato presente l’iconico contrasto della serie tra comicità e surreale con scene strazianti e toccanti
  • la storia sarebbe stata divista in un prologo + 8 capitoli (un’altra novità per la serie)

E così, con tutti questi obiettivi prima fissati e poi raggiunti da Itoi e il suo team, Mother 3 arrivò finalmente sugli scaffali giapponesi il 20 aprile del 2006

CAPITOLO 3: DI COSA PARLA LA TERZA FATICA DI SHIGESATO ITOI?

il nonno Alec con i suoi nipoti gemelli Lucas e Klaus mentre giocano con dei simil T-Rex chiamati “drago”

La storia di Mother 3 è ambientata molti anni dopo Mother2/Earthbound ed inizia nelle Nowhere Islands in cui è presente il villaggio Tazmily dove vivonovivono i gemelli Lucas e Claus con tutta la loro famiglia.

La natura su queste isole è incontaminata con gli umani che vivono pacificamente con animali e natura, ma tutto questo è destinato a finire presto a causa dell’arrivo dell’esercito Pigmask guidato dal Re P. , un gruppo di soldati che invade l’isola con l’intenzione di fondare uno stato militare; per fare ciò, i soldati con la maschera da maiale (vi ricordo che in Giappone il maiale simboleggia l’ignoranza) iniziano a bruciare intere foreste, costruiscono infrastrutture ed iniziano a fare esperimenti sugli animali rendendo loro dei veri e propri cyborg o addirittura chimere (Personalmente, adoro che Shigesato Itoi si sia ispirato ai giocattoli di Sid del primo Toy Story della Pixar per ideare i nemici cyborg e chimera del gioco).

In questa situazione spaventosa toccherà allo Psionico Lucas, suo padrre Flint, il loro cane Boney, il ladro zoppicante Duster e la principessa maschiaccio Kumatora combattere i Pigmask e salvare la loro casa in un incredibile viaggio tra pericoli, scenari inquietanti e tante lacrime.

da sinistra verso destra: Lucas, Kumatora, Duster e Boney

CAPITOLO 4: L’EREDITÀ DI MOTHER 3

Dopo la sua uscita nei negozi, il successo fu di tutto rispetto! Mother 3 ricevette il plauso della critica, vendette 200.000 copie nella sua prima settimana di uscita, ottenne un voto di 35/40 da Famitsu e divenne addirittura uno dei 20 giochi più venduti in Giappone nella prima metà del 2006. Pensate che il tema musicale del gioco intitolato “Love Theme” veniva riprodotto come musica di attesa nelle sale d’aspetto delle Poste giapponesi (in un modo molto simile alla canzone Eight Melodies dei precedenti Mother che venne inserita nei libri di testo di musica approvati dal Ministero dell’Istruzione giapponese per le scuole elementari).

Per quanto riguarda la mancata localizzazione occidentale di Mother 3 sono dovuti principalmente allo sfortunato anno di uscita di mother 3 ovvero il 2006 (dato che gran parte del focus di Nintendo e dei videogiocatori era rivolto al Nintendo DS uscito in giappone a fine 2004) e dagli scarsi dati di vendita di Earthbound in America nel periodo 1994 – 1995 a causa della pessima campagna pubblicitaria (potete recuperare il mio articolo sulla faccenda cliccando qui)

Nonostante l’assordante silenzio di Nintendo sulla mancata distribuzione occidentale di Mother 3, nel 2008 una community di appassionati guidata dal traduttore professionista Tomato Mandelin ha completato una traduzione amatoriale in inglese del gioco. Il team di fan offrì persino a Nintendo di cederle i file della traduzione gratis pur di vedere un rilascio ufficiale, ma l’azienda non ha mai potuto accettare per ovvi motivi di natura legale e di copyright.

L’eredità di Mother 3 continua ancora oggi attraverso il passa parola dei giocatori, la presenza di Lucas come lottatore in Super Smash Bros. da Brawl in poi e soprattutto dal costante amore dei videogiocatori per questa trilogia che ha dato vita a tanti altri titoli di successo (vedi Undertale e Deltarune) ma soprattutto a tantissime emozioni che ci ricordano la bellezza delle opere videoludiche.

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