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I grandi classici di Fire Emblem da recuperare su Nintendo Switch Online per prepararsi a Fortune’s Weave.

Nell’attesa di poter mettere mano sul tanto atteso Fire Emblem Fortune’s Weave, in uscita il 17 Settembre per Nintendo Switch 2, andiamo a rispolverare i grandi classici del franchise di Intelligent Systems divenuti ormai tasselli del grande mosaico del Retrogaming

Prendete soldati, cavalli, armi e provviste ed iniziamo questo viaggio nei primi anni del 2000

Fire Emblem / Fire Emblem: The Blazing Blade (GBA 2003)

Box art americana del gioco

Ecco a voi il settimo capitolo di Fire Emblem, il secondo gioco della serie uscito su Game Boy Advance nonchè primo capitolo della serie ad essere arrivato in occidente (questo traguardo è stato possibile grazie alla popolarità che ottennero i lottatori Marth e Roy su Super Smash Bros. Melee per GameCube)

In Giappone il titolo si chiamava Fire Emblem: Blazing Blade, ma in occidente venne intitolato semplicemente Fire Emblem

Oltretutto, Blazing Blade funge da prequel di Fire Emblem: The Binding Blade, uscito sempre su GBA nel 2002 il cui protagonista era proprio Roy di Super Smash Bros. Melee

Trama: Una leggenda prende vita

Il continete di Elibe, teatro delle vicende di The Blazing Blade

Ci sono storie che iniziano con una guerra. E poi ci sono storie che iniziano molto prima, quando ancora nessuno sa che il destino sta preparando qualcosa di enorme. Nel continente di Elibe, regni, nobili e guerrieri convivono in un equilibrio tutt’altro che stabile. Le tensioni politiche crescono, antiche leggende riaffiorano e, nelle ombre, una misteriosa minaccia comincia a muovere i primi passi.

È qui che prende forma la leggenda di Fire Emblem: The Blazing Blade.

Una storia di spade e magia, di amicizie nate sul campo di battaglia e di giovani guerrieri chiamati ad affrontare una minaccia molto più grande di loro.

Tre eroi, tre destini

Da sinistra verso destra: Hector, Eliwood e Lyn

Il viaggio comincia con Lyn, giovane guerriera Ninja delle pianure di Sacae. Indipendente, determinata e abilissima con la katana, Lyn scopre improvvisamente che il proprio passato nasconde qualcosa di importante. Una rivelazione che la conduce lontano dalla sua terra natale e la mette di fronte a una sfida che cambierà per sempre la sua vita.

Ma Lyn è soltanto una delle protagoniste di questa grande avventura.

La storia porta presto il giocatore al fianco di Eliwood, giovane nobile del regno di Pherae nonchè futuro padre di Roy di The Binding Blade. Eliwood è un ragazzo gentile e coraggioso, costretto a lasciare la sicurezza della propria casa quando una grave minaccia coinvolge la sua famiglia. Accanto a lui c’è Hector, il suo migliore amico. Impulsivo, diretto e incredibilmente potente, Hector è l’esatto opposto di Eliwood sotto molti aspetti. Dove Eliwood riflette, Hector agisce. Dove uno cerca una soluzione diplomatica, l’altro preferisce spesso risolvere il problema con la propria ascia.

Eppure, proprio queste differenze rendono la loro amicizia una delle colonne portanti dell’avventura.

Un continente sull’orlo del caos

Quella che inizialmente sembra una vicenda personale si allarga rapidamente fino a coinvolgere l’intero continente:

  • Le tensioni tra i regni aumentano
  • Eserciti si muovono
  • Nobili tramano nell’ombra

E una misteriosa organizzazione conosciuta come Black Fang emerge come una delle principali minacce della storia.

Ma in The Blazing Blade nulla è semplicemente bianco o nero.

Dietro ogni esercito ci sono persone.

Dietro ogni guerra ci sono motivazioni.

E dietro ogni nemico potrebbe nascondersi una storia che il giocatore non conosce ancora.

È proprio questo uno degli aspetti più affascinanti dell’avventura: mentre i protagonisti cercano di comprendere ciò che sta accadendo, anche il giocatore viene invitato a mettere insieme i pezzi di un puzzle molto più grande.

Tra leggende e misteri

Elibe non è soltanto un continente attraversato da guerre e intrighi politici. È un mondo ricco di antiche leggende! Le storie raccontano di un’epoca lontana, di uomini e draghi, di battaglie leggendarie e di poteri che appartengono ormai al passato.

Ma quanto c’è di vero in queste leggende? E soprattutto, cosa accadrebbe se ciò che tutti considerano ormai dimenticato tornasse a manifestarsi?

Sono domande che accompagnano il viaggio di Lyn, Eliwood e Hector e che trasformano gradualmente una storia di guerra in un’avventura dal respiro quasi mitologico.

Una compagnia di eroi

l’insieme dei personaggi giocabili in Blazing Blade da fireemblem.fandom.com

Come da tradizione della serie, i protagonisti non combattono da soli. Nel corso del viaggio incontreranno guerrieri, cavalieri, maghi, arcieri e personaggi provenienti dai più disparati angoli di Elibe e, come ogni Fire Emblem che si rispetti, ognuno di essi porta con sé una personalità, una storia e un motivo per combattere.

Alcuni cercano vendetta, altri desiderano proteggere la propria patria, qualcuno combatte per il proprio sovrano mentre qualcun altro lo fa per sopravvivenza.

Ed è proprio questa varietà a trasformare l’esercito del giocatore in qualcosa di più di una semplice squadra di combattimento.

È una compagnia di persone unite dalle circostanze e dal destino.

Quando il destino chiama

Più l’avventura procede, più diventa evidente che ciò che sta accadendo a Elibe non è una semplice guerra tra regni.

Le vicende personali dei protagonisti si intrecciano con intrighi politici, antiche leggende e poteri misteriosi.

E mentre Lyn, Eliwood e Hector avanzano attraverso il continente, devono imparare una delle lezioni più importanti di ogni grande storia epica:

non sempre è possibile scegliere la battaglia da combattere.

A volte è il destino a scegliere per noi.

E quando arriva quel momento, l’unica possibilità è impugnare la propria arma e andare avanti.

Una leggenda da vivere

Raccontare la trama di Fire Emblem: The Blazing Blade senza rovinarne le sorprese significa soprattutto fermarsi prima delle grandi rivelazioni. Perché parte del fascino del gioco sta proprio nello scoprire lentamente cosa si nasconde dietro i suoi personaggi, le sue guerre e le sue leggende. È un viaggio che comincia con una giovane guerriera delle pianure e con due nobili amici, ma che finisce per trasformarsi in una delle grandi avventure fantasy dell’universo di Fire Emblem.

Spade, magia, draghi, intrighi politici e battaglie strategiche fanno da sfondo a una storia costruita soprattutto sui legami tra le persone.

A conti fatti è proprio questo il cuore di The Blazing Blade! Non importa quanto sia grande la minaccia. Non importa quanto sia oscuro il futuro.Finché ci saranno persone disposte a combattere l’una accanto all’altra, una speranza continuerà a brillare.

E la leggenda potrà avere inizio.

Le novità di gameplay di Fire Emblem: The Blazing Blade

Con Fire Emblem: The Blazing Blade, Intelligent Systems porta su GBA una formula strategica già profondamente collaudata, arricchendola con diverse idee pensate per rendere l’esperienza più accessibile, dinamica e coinvolgente.

Non si tratta di una rivoluzione totale: il cuore della serie rimane quello di sempre. Muovere con attenzione le proprie unità su una griglia, sfruttare il terreno, studiare i punti di forza dei propri guerrieri e affrontare ogni battaglia come una vera partita a scacchi.

Ma attorno a questa struttura vengono introdotte alcune caratteristiche destinate a rendere The Blazing Blade un capitolo particolarmente importante per la serie.

Il sistema delle affinità

Una delle aggiunte più interessanti riguarda le affinità dei personaggi.

Ogni unità possiede un’affinità legata a un elemento, come fuoco, vento, terra o fulmine. Quando determinati personaggi combattono nelle vicinanze, queste affinità possono influenzare le statistiche e creare vantaggi strategici.

Il risultato è un sistema che premia non soltanto la scelta delle unità migliori, ma anche il modo in cui vengono disposte sul campo di battaglia.

La posizione diventa quindi fondamentale anche per costruire una squadra equilibrata.

Il tutorial integrato

Per il pubblico occidentale, una delle novità più importanti è probabilmente il modo in cui il gioco introduce gradualmente le meccaniche della serie.

Attraverso una parte iniziale pensata come una sorta di tutorial narrativo, The Blazing Blade accompagna il giocatore alla scoperta delle regole fondamentali: movimento, combattimento, caratteristiche delle classi e gestione delle unità.

È una scelta particolarmente significativa perché permette anche a chi non aveva mai giocato un Fire Emblem di comprendere progressivamente il funzionamento del gioco.

La difficoltà strategica rimane, ma il giocatore non viene più lasciato completamente solo davanti alla complessità del sistema.

Il triangolo delle armi evoluto (sia in The Blazing Sword sia in The Sacred Stones)

Ritorna e viene ulteriormente valorizzato il celebre triangolo delle armi:

  • spada⚔️ batte ascia🪓
  • ascia🪓batte lancia 🔱
  • lancia🔱 batte spada⚔️

Quella che sembra essere una regola semplice, in battaglia può trasformarsi in una differenza enorme. Perchè mandare il guerriero sbagliato contro il nemico sbagliato può significare perdere un prezioso vantaggio.La strategia, quindi, non consiste soltanto nel capire chi attaccare, ma anche nel decidere con quale arma farlo.

In questo gioco sono le magie a subire una modifica particolare rispetto ai capitoli precedenti. Gli incantesimi elementali (Fuoco, Tuono e Vento) diventano sottotipi della magia Anima, di conseguenza non ci sarà prevalenza tra Fuoco🔥, Vento🌪️ e Tuono, inoltre Luce☀️ e Oscurità🌑 sono compresi nel triangolo, alla fine di tutto si creerà il seguente schema:

  • Anima (Fuoco🔥, Vento🌪️, Tuono) batte Luce☀️
  • Luce☀️ batte Oscurità 🌑
  • Oscurità🌑 batte Anima (Fuoco🔥, Vento🌪️, Tuono)

Il rapporto tra personaggi

Un altro elemento fondamentale è rappresentato dai Support.

Quando determinati personaggi combattono abbastanza vicini tra loro, possono sviluppare progressivamente un rapporto di supporto.

Questi legami non sono soltanto narrativi: possono offrire anche importanti vantaggi durante il combattimento.

In questo modo il gioco incoraggia il giocatore a sperimentare diverse combinazioni e a mantenere determinate unità vicine sul campo.

È una meccanica che rende la formazione dell’esercito molto più personale: non esiste soltanto una squadra forte, ma anche una squadra costruita attorno alle sinergie tra i suoi componenti.

Le classi e la crescita dei personaggi

Come da tradizione, ogni unità appartiene a una determinata classe, che ne definisce caratteristiche, armi e ruolo sul campo.

Con la crescita, alcuni personaggi possono raggiungere livelli sufficienti per effettuare una promozione di classe.

Questo permette di trasformare molte unità in versioni più potenti e specializzate.

La crescita dei personaggi diventa così parte integrante della strategia: investire tempo e battaglie in un’unità può trasformarla da semplice recluta in una delle colonne portanti dell’esercito.

Il campo di battaglia come puzzle

La vera forza di The Blazing Blade, però, rimane il modo in cui tutte queste meccaniche lavorano insieme.

Terreno, armi, statistiche, classi, posizionamento e supporti si combinano in ogni battaglia.

Un nemico apparentemente invincibile può diventare gestibile scegliendo l’unità corretta.

Un combattente potentissimo può invece trovarsi in difficoltà se viene posizionato nel posto sbagliato.

È questa filosofia a rendere Fire Emblem così particolare: ogni mossa ha un peso.

E quando la morte di un’unità può essere permanente, anche la decisione apparentemente più piccola può trasformarsi in una questione di vita o di morte.

Una strategia pensata per il Game Boy Advance

Tutto questo viene racchiuso in un’esperienza pensata per il Game Boy Advance, con mappe e interfaccia adattate perfettamente allo schermo portatile.

Le battaglie possono essere affrontate anche in sessioni relativamente brevi, ma la profondità strategica rimane intatta.

È proprio questo equilibrio tra accessibilità e complessità a rendere The Blazing Blade uno degli episodi più importanti per la diffusione internazionale della serie.Il risultato è un Fire Emblem che non rinuncia alla sua natura strategica, ma cerca di accompagnare il giocatore dentro il suo mondo passo dopo passo.Una porta d’ingresso ideale per scoprire una saga in cui ogni mossa conta.

Spot di Blazing Sword per il Pacchetto Aggiuntivo del Nintendo Switch Online

Fire Emblem: The Sacred Stones (GBA 2004)

Box art americana del gioco

Altro giro, altro gioco per GBA. The Sacred Stones è l’ottavo capitolo di Fire Emblem ed ultimo capitolo uscito per Game Boy Advance. Una particolarità dietro a questo gioco è che Intelligent Systems ha sviluppato contemporaneamente due Fire Emblem:

  • uno per GBA (The Sacred Stones appunto)
  • uno ambizioso per GameCube (Path of Radiance) che avrebbe portato la serie verso il 3D

Per The Sacred Stones venne utilizzata la base tecnica e strutturale dei precedenti Fire Emblem GBA, ma furono recuperate anche alcune idee sperimentali introdotte anni prima da Fire Emblem Gaiden per NES (gioco remakezzato nel 2017 su Nintendo 3DS come Fire Emblem Echoes: Shadows of Valentia) come:

  • La possibilità di esplorare la mappa
  • seguire lo sviluppo della storia dal punto di vista di Eirika o di Ephraim (come Alm e Celica in Gaiden/Echoes)
  • fare battaglie opzionali (a differenza di The Blazing Blade dove si poteva solo passare da un capitolo ad un altro)
  • allenare liberamente i personaggi
  • la presenza di nemici mostruosi
  • scegliere percorsi di crescita delle classi

Quando una classe raggiunge il livello necessario per promuovere, in diversi casi puoi scegliere tra due classi avanzate. Alcuni esempi sono:

  • Il Cavaliere può diventare Paladino oppure Gran Cavaliere
  • Il Mercenario può diventare Eroe oppure Ladro

Tutti elementi che danno al giocatore una grande libertà di personalizzazione dei propri guerrieri

In sostanza, Sacred Stones anticipa alcune caratteristiche che diventeranno fondamentali nei Fire Emblem moderni come Awakening, Fates e Three Houses.

i modelli 3D dei gemelli protagonisti Eirika ed Ephraim presenti in Fire Emblem Engage (2023)

Trama: Un continente, cinque pietre, una leggenda

Il continente di Magvel

Ambientato nel continente di Magvel, Fire Emblem: The Sacred Stones racconta una storia di guerra, amicizia e antiche leggende. Al centro della vicenda ci sono Eirika ed Ephraim, due gemelli e principi del regno di Renais, cresciuti insieme al principe Lyon del vicino regno di Grado.

La pace che da anni regna tra i vari regni di Magvel viene improvvisamente spezzata quando Grado invade Renais. L’attacco coglie il regno impreparato e costringe Eirika a fuggire, mentre Ephraim intraprende una strada diversa per cercare di comprendere le ragioni del conflitto e contribuire alla salvezza della propria patria.

Da questo momento ha inizio un viaggio attraverso Magvel, durante il quale i protagonisti incontrano nuovi alleati, affrontano eserciti nemici e attraversano alcuni dei regni più importanti del continente. La guerra, però, nasconde qualcosa di più profondo di una semplice lotta per il potere.

Al centro della storia ci sono infatti le Sacred Stones, cinque antiche pietre legate alla storia di Magvel e a una minaccia che, molti secoli prima, aveva messo in pericolo l’intero continente. Le pietre sono state custodite per generazioni dai diversi regni, diventando simboli di pace e protezione.

Mentre Eirika ed Ephraim cercano di fermare la guerra, il passato di Magvel torna lentamente a emergere. Antiche leggende, magia e creature mostruose si intrecciano così con gli eventi del presente, dando alla vicenda una dimensione sempre più grande.

A rendere particolare The Sacred Stones è però soprattutto il suo lato umano. Il rapporto tra Eirika, Ephraim e Lyon rappresenta uno dei pilastri della narrazione e permette al gioco di affrontare temi come l’amicizia, la famiglia, il senso del dovere e il peso delle proprie scelte.

Le vicende di The Sacred Stones sono fatte di regni caduti, antiche leggende e poteri dimenticati, ma soprattutto è la storia di Eirika, Ephraim e Lyon, tre giovani legati da un’amicizia destinata a essere messa alla prova dagli eventi di Magvel.Ed è proprio questo equilibrio tra fantasy, guerra e dramma personale a rendere ancora oggi The Sacred Stones uno dei capitoli più particolari dell’era Game Boy Advance di Fire Emblem.

Altre novità di Gameplay

Andando oltre le libertà di personalizzazione e di esplorazione citate in precedenza, questo JRPG strategico possiede altre novità che arricchiscono il gioco e conferiscono ad esso la sua identità

La meccanica Trainee: far crescere un’unità da zero

Da sinistra verso destra: Ross, Amelia ed Ewan

The Sacred Stones introduce inoltre le cosiddette Trainee Classes, pensate per alcuni personaggi particolari. Ross, Amelia ed Ewan iniziano infatti da una classe di livello inferiore rispetto alle normali unità e possono essere fatti crescere attraverso un percorso più lungo. Questo permette al giocatore di investire maggiormente su di loro e trasformarli progressivamente in combattenti molto più completi.

È un sistema che accentua ulteriormente il lato RPG di The Sacred Stones: invece di limitarsi a utilizzare personaggi già pronti, il giocatore può decidere di costruire la crescita di alcune unità partendo quasi da zero.

Il ritorno dei mostri sul campo di battaglia

alcuni dei mostri presenti nel gioco

Un’altra caratteristica distintiva di The Sacred Stones è la presenza di nemici mostruosi.

Se la presenza di creature soprannaturali non rappresenta una novità assoluta per la serie, The Sacred Stones ne fa un elemento molto più importante della propria struttura di gioco. Le creature legate al potere oscuro di Magvel non compaiono soltanto in alcune mappe della campagna, ma possono essere affrontate anche durante le battaglie opzionali sulla mappa del continente.

Possiamo affrontare Zombie, Gargoyle, Centauri, Soldati Scheletrici, Ciclopi e altro ancora

Tutte creature appartenenti ad una categoria di avversari completamente diversa dai normali soldati, cavalieri e maghi degli eserciti umani. I mostri compaiono sia in alcune mappe della storia sia nelle battaglie opzionali della mappa del mondo.

Questa scelta contribuisce a distinguere The Sacred Stones dai precedenti capitoli GBA: per la prima volta nella trilogia per Game Boy Advance, il giocatore non affronta soltanto eserciti composti da umani organizzati, ma si trova frequentemente a combattere contro creature appartenenti a un bestiario fantasy vero e proprio.

Spot di The Sacred Stones per il Pacchetto Aggiuntivo del Nintendo Switch Online

Fire Emblem Path of Radiance (GameCube 2005)

Ed eccoci arrivati a quello che, per adesso, è l’ultimo Fire Emblem pubblicato nel Pacchetto Aggiuntivo del Nintendo Switch Online

IL PRIMO FIRE EMBLEM IN 3D DELLA STORIA!

Su questo bellissimo titolo ho già raccontato di tutto e di più in un articolo pubblicato in precedenza e che potete recuperare cliccando qui.

Se si è appassionati di JRPG e di giochi Tattici, Fire Emblem: Path of Radiance va giocato perché è uno dei capitoli in cui storia, personaggi, tematiche trattate e gameplay tattico si sostengono a vicenda senza che nessuno dei quattro elementi soffochi gli altri.

Altri motivi per recuperarlo

1. È probabilmente uno dei Fire Emblem più equilibrati

Path of Radiance non è il Fire Emblem che cerca di stupirti con cento sistemi diversi. È molto più “pulito”: una campagna, una squadra, mappe tattiche e una storia che procede capitolo dopo capitolo. Il combattimento è il classico Fire Emblem: turni, posizionamento, vantaggi tra armi, gestione delle unità e soprattutto la possibilità che un personaggio muoia definitivamente. Le tue decisioni hanno quindi un peso reale.

E, cosa importante, è abbastanza accessibile da poter essere anche un ottimo punto d’ingresso alla serie.

2. Ike è un protagonista fantastico proprio perché è diverso

Se conosci Fire Emblem soprattutto attraverso Three Houses, Engage o Heroes, il protagonista Ike potrebbe sorprenderti. Egli non è il principe predestinato che deve scoprire di essere speciale. All’inizio è semplicemente un mercenario che lavora con la compagnia di suo padre.

La crescita di Ike è una delle cose più belle del gioco: non diventa un leader perché una profezia ha deciso così, ma perché gli eventi lo costringono progressivamente a diventarlo.

E cosa più importante: non ha particolare reverenza per la nobiltà. È diretto, spesso brutale nel modo in cui parla e non si fa impressionare dal titolo di qualcuno.

Questo contribuisce parecchio a renderlo memorabile.

3. La storia parla di guerra e discriminazione senza essere pesante

Qui troviamo il vero motivo per cui Path of Radiance è ancora interessante.

LA TEMATICA ATTUALISSIMA SUL RAZZISMO E NON SOLO

Il mondo di Tellius è diviso tra i beorc (gli esseri umani) e i laguz, persone capaci di trasformarsi in animali.

E il conflitto tra queste popolazioni non è semplicemente “razza buona contro razza cattiva”: c’è una storia di schiavitù, paura, odio e pregiudizi reciproci.

La cosa bella è che il gioco non ti presenta questi temi soltanto attraverso qualche monologo. Li fa vivere AL GIOCATORE attraverso personaggi come Jill, Lethe, Reyson e molti altri hanno rapporti con questo conflitto completamente diversi.

È uno dei motivi per cui il worldbuilding di Path of Radiance è ancora così apprezzato.

4. Il cast è probabilmente il suo punto di forza maggiore

Questo è un Fire Emblem in cui è facilissimo affezionarsi a personaggi che inizialmente sembrano secondari.

Hai la compagnia dei Greil Mercenaries, ma progressivamente la storia allarga enormemente il cast con personaggi che hanno motivazioni, rapporti e conflitti propri. Non devi necessariamente utilizzare sempre i “personaggi migliori” dal punto di vista delle statistiche.

Puoi tranquillamente decidere:

“Questo guerriero è scritto benissimo, quindi lo alleno fino alla fine del gioco.”

E Path of Radiance funziona benissimo anche così.

Le recensioni dell’epoca sottolineavano proprio la capacità del gioco di costruire un cast enorme e coinvolgente insieme alla storia.

5. È un Fire Emblem molto “avventuroso”

Questa è una cosa che secondo me viene sottovalutata.

Nonostante sia uno strategico a turni, Path of Radiance ha una struttura quasi da grande viaggio fantasy. Parti da una situazione relativamente piccola e, capitolo dopo capitolo, il conflitto diventa sempre più grande. Vedi eserciti, regni, mercenari, nobili, laguz, intrighi politici, tradimenti e personaggi che inizialmente sembravano irrilevanti diventare importantissimi.

È molto soddisfacente vedere quanto si espande il mondo rispetto alle premesse iniziali.

6. È un Fire Emblem “vecchia scuola”, ma non inutilmente complicato

Se hai giocato Three Houses, la differenza è notevole.

Non aspettarti:

  • esplorazione libera
  • calendario scolastico
  • social simulator
  • decine di attività tra una battaglia e l’altra
  • costruzione libera delle classi

Qui il gioco è molto più lineare.

Battaglia → storia → preparazione → battaglia.

Il che è un vantaggio enorme per il giocatore che desidera semplicemente giocare un bel Fire Emblem senza che il gioco ti chieda continuamente di gestire altre cose.

7. È un gioco che per anni è stato quasi “invisibile”

Path of Radiance è uscito originariamente su GameCube nel 2005, ma non ha mai avuto una vera seconda possibilità commerciale come molti altri Fire Emblem come Shadow Dragon, New Mystery of the Emblem o Echoes.

Per questo è diventato uno dei giochi Nintendo più difficili da recuperare fisicamente, con copie usate che possono costare parecchio.

Il fatto che Nintendo lo abbia finalmente portato ufficialmente su Switch 2 cambia completamente la situazione.

Spot di Path of Radiance per il Pacchetto Aggiuntivo del Nintendo Switch Online

In conclusione: “Un passo indietro, poi sempre avanti”

Nonostante i giochi presentati siano solo tre, l’enorme quantità di elementi offerti da ogni titolo analizzato crea comunque l’imbarazzo della scelta.

Non è necessario recuperare ogni capitolo della serie per arrivare preparati a Fire Emblem: Fortune’s Weave, ma giocare almeno uno degli episodi disponibili su Nintendo Switch Online può essere il modo migliore per comprendere cosa abbia reso Fire Emblem una delle saghe strategiche più longeve e riconoscibili di Nintendo e dell’intero panorama dei JRPG tattici.

I titoli oggi disponibili raccontano, ognuno a modo proprio, un pezzo dell’evoluzione della serie: dalle radici del sistema di combattimento alla costruzione di cast sempre più ricchi, passando per mondi, personaggi e storie che hanno contribuito a definire l’identità di Fire Emblem. Sono giochi appartenenti a epoche diverse, e proprio per questo permettono di vedere quanto sia cambiata la formula senza perdere ciò che, da sempre, ne costituisce il cuore.

In attesa di Fortune’s Weave, dunque, vale la pena guardarsi indietro. Non per prepararsi a una nuova avventura attraverso una lista di cose da conoscere, ma per riscoprire quelle che hanno fatto la storia della serie. Perché prima di scoprire dove Fire Emblem deciderà di portarci questa volta, è necessario ricordare da dove sia iniziata questa fantastica serie.

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